La Clessidra

Autore: Carlo Bertoli

La Clessidra, La Piramide,

l'Uomo

La Clessidra

Questa immagine, creata per il sito realizzato nel 2012, racchiude in sé i principi che caratterizzano la struttura e gli obiettivi del nostro lavoro; essa risulta ancora assolutamente attuale e, forse, visti gli accadimenti degli ultimi anni, ha incrementato nel tempo il suo valore simbolico.

Il tratto più semplice da interpretare è forse la Clessidra, identificazione tangibile di un tempo che passa in modo lento e costante, costringendo sempre e comunque ad uno spostamento lungo una linea temporale ideale anche chi non desiderasse farlo, rendendo dunque ineluttabile il progresso. I tempi quindi cambiano, che noi vogliamo o no, e noi dobbiamo forzatamente adattarci a ciò che tali modificazioni comportano, sia in termini di cultura che di stile di vita; è inutile quindi arroccarsi su posizioni obsolete che, per quanto corrette, non siano più adeguate alle condizioni attuali.

La Piramide

All’interno del bulbo superiore, troviamo una Piramide Alimentare: non si tratta della nuova Piramide, di più recente pubblicazione, bensì di quella precedente, la più vecchia.
La vecchia Piramide dunque, in questa concezione, passando da un bulbo all’altro della clessidra, ovvero con lo scorrere del tempo, non si trasforma in una nuova piramide dalle differenti ripartizioni, ma si identifica in una sfera , che avvolge l’individuo, soddisfacendone i bisogni in modo completo e tridimensionale, attenta alle sue necessità sotto ogni profilo sia fisico che psichico, avvolgente e non impositiva, come l’immagine invece appuntita della piramide sollecita negativamente al pensiero.

L'Uomo

Infine, all’interno della sfera, il vero oggetto della nostra attenzione: l'Uomo.
Non un uomo normale bensì l’uomo vitruviano, di Leonardo da Vinci : un cerchio, un quadrato e, al centro, un'emblematica figura d'uomo.
Un quadrato inscritto in un cerchio i cui centri coincidano si ritrova in numerose raffigurazioni precristiane, cristiane e buddiste a suggerire l'ideale coincidenza di divino e creato dove quest'ultimo, emanazione del primo, si trova in perfetta sintonia con il principio originario.
Fino dalle civiltà precristiane, su fino al Medioevo e al Rinascimento, il quadrato viene inteso come simbolo geometrico che esprime il desiderio di orizzontarsi nel mondo mediante l'introduzione di direzioni coordinate.
La quadratura comporta un principio d'ordine che sembra essere innato nell'uomo e che, in un sistema dualistico, si contrappone al cerchio, che rappresenta invece potenze celesti.
La leggendaria quadratura del cerchio simboleggia il desiderio di ricondurre l'elemento "celeste" e quello "terrestre" ad una ideale concordanza, che, nel nostro caso, potrebbe essere quella di un equilibrio armonico tra la teoria speculativa che caratterizza le riunioni scientifiche e l’applicazione concreta e quotidiana che riguarda il vivere comune.

Conclusione


In conclusione, la Nutrizione clinica moderna dovrebbe finalmente scendere dal piedistallo pseudo culturale su cui si è arroccata, senza più vergognarsi di parlare di pane e companatico, sporcandosi nuovamente le mani nel “fare” (e nel "saper fare") concretamente le diete, venendo incontro alle reali necessità dei pazienti/consumatori perché avere continuato snobisticamente a parlare di massimi sistemi ignorandone poi l’applicazione reale, ha lasciato il campo completamente libero a chi la Nutrizione la sfrutta soltanto per business manipolando a proprio piacimento le situazioni e, soprattutto, l'informazione.