Noi e gli altri

Autore: Carlo Bertoli

Clever Diet®, what else?

(Carlo Bertoli)

Perché Clever Diet®?

Perché è il primo? Perché è l'unico? Perché è il migliore?

In realtà un po' di tutto questo e un po' di niente.

Indubbiamente è stato il primo, visto che la sua creazione risale all'anno 2000, periodo in cui sicuramente non esisteva alcun altro sistema dietetico interattivo, e Internet era ancora per quatto gatti che si divertivano a giocare con un modem e una linea telefonica.
In realtà il sistema nacque come esercizio di comunicazione: quando lo presentai ai pochi che potevano apprezzarlo, mi dissero che era molto bello, ma che non si capiva chi avrebbe poi potuto utilizzarlo. Beh, è bastato attendere il prevedibile sviluppo di Internet e farci trovare già pronti.


Che sia il migliore non dobbiamo dirlo noi, ma ne siamo ovviamente convinti: la capacità di Clever Diet® di armonizzare la dieta e di plasmarla secondo una sapiente collaborazione tra medico e paziente pensiamo sia, al momento, ineguagliabile.

Esistono molte App che forniscono calcoli dietetici, a volte in modo corretto, a volte con idee strampalate che stuzzicano la fantasia, ma un sistema come il nostro, capace di interagire non con la dieta, bensì con la persona, è certamente unico.
In realtà, sarebbe meglio dire "era" unico: come si addice a qualcosa di veramente innovativo, siamo stati copiati ma, parafrasando la "Settimana Enigmistica", siamo fieri di cominciare a vantare "numerosi tentativi di imitazione".
Ciò che lascia perplessi è che coloro che si propongono come "ideatori" e "sviluppatori" di questi nuovi metodi, sono passati ed hanno, più o meno a lungo, soggiornato nel mio studio, avendo modo di essere a strettissimo contatto con Clever Diet® e le sue metodiche, sia mediche che informatiche.

Creare e sviluppare richiede capacità intrinseche, soprattutto fantasia, per copiare basta non avere troppi specchi in casa.
Il motto di un Club di cui ho fatto parte tanti anni fa recita: "Adopt, Adapt, Improve" - "Adottare, Adattare, Migliorare"; è innegabile che l'evoluzione debba avvenire, nella maggior parte dei casi, attraverso l'acquisizione di esperienze altrui, che poi vengono implementate secondo personali concetti innovativi. Nulla di male, quindi, nel copiare, quando poi si progredisce.
A volte, invece, si copia e basta, si sfrutta il lavoro altrui per guadagnare un po', senza proporre nulla di nuovo (in alcuni casi neppure la grafica è stata modificata più di tanto), contando sul fatto che, purtroppo, la tutela dell'opera informatica è ancora di là da venire.

A questi copiatori "semplici" (in ogni accezione del termine) diciamo di non preoccuparsi, poichè saremo noi, finchè avremo fantasia, a differenziarci da loro, visto che abbiamo ancora abbastanza entusiasmo per fare "noi" un passo avanti e proporre nuove idee.