Metodo

Autore: Carlo Bertoli

A volte le cose più semplici, solo apparentemente ovvie, sono terribilmente efficaci”. (C.B.)

Introduzione


Negli ultimi trent’anni il comportamento alimentare degli Italiani si è profondamente modificato, in funzione delle mutate esigenze logistiche della popolazione e della variazione dei gusti, spesso influenzata da sapienti strategie di marketing. La Scienza dell’Alimentazione o, meglio, la dietologia applicata, pare non se ne sia accorta e si ostina, ancora oggi, a proporre modelli decisamente obsoleti.
Il "mangiar sano" è una cosa magnifica, le primizie ed i prodotti a km zero pure, come anche la quinoa, la curcuma e lo zenzero.

Quando però ci guardiamo intorno, vediamo persone che corrono continuamente, che devono organizzare una famiglia con poco tempo e, non di rado, anche con poco denaro: una realtà molto diversa da quella che ci propongono i modelli pubblicitari che ammiccano dalla televisione.

E' a queste persone che deve rivolgersi il medico nutrizionista, perchè sono queste le persone che più ne hanno bisogno: tanti sono i nutrienti che contengono sostanze benefiche, ma nessuno, da solo, è in grado di migliorare la qualità di vita presicndendo da un corretto comportamento.
Ed il corretto comportamento non è quello dei "sani consigli" dispensati da aruspici titolati: il corretto comportamento è un strategia di vita, qualcosa di strettamente connesso alla realtà.
Io non ho mai preteso, in trent'anni di professione, di proporre un “nuovo” metodo nutrizionale, non ho mai cercato la validazione di un innovativo sistema scientifico: credo soltanto che sia possibile tradurre concetti reali, ma apparentemente astratti, in modelli nutrizionali comprensibili adatti alla vita di tutti i giorni. E’ per questo che ho dedicato i miei sforzi alla realizzazione di un sistema operativo che potesse coniugare efficacemente principi scientifici e realtà quotidiana.

 


Alimentazione e Linee Guida

Nessun alimento, per definizione, può essere di per sé in alcun modo dannoso in assenza di specifiche patologie; ciò che può renderlo, a volte, pericoloso è il modo in cui viene impiegato. I nutrienti principali, Proteine, Zuccheri e Grassi, sono contenuti nei vari alimenti in diverse forme e proporzioni e ne determinano le caratteristiche specifiche. Il compito del nutrizionista è, quindi, quello di costruire, sulla base delle proprie conoscenze, associazioni idonee a rispettare i parametri corretti per ogni individuo. 

Alcuni concetti nutrizionali sono comuni a tutti e possono quindi essere raggruppati e correlati in modo da costituire delle “Linee Guida” indicative per una intera popolazione. Necessariamente, queste indicazioni devono essere generiche e come tali devono essere interpretate: ciò non significa quindi che non si possano, di volta in volta, dare consigli più dettagliati senza peraltro uscire dai parametri prestabiliti. Le Linee Guida hanno risentito e risentono, a seconda dei periodi storici, anche di influenze politiche ed economiche poichè influenzano direttamente il comportamento degli stati nei confronti dei cittadini amministrati.
Per questo motivo, nel corso degli anni, si è assitito a cambiamenti di indirizzo che a volte hanno lasciato perplessi e confusi persino gli addetti ai lavori. Quindi, rispetto delle regole, ma con spirito critico.


Gli alimenti e l’informazione

Gli alimenti hanno subito negli ultimi anni modificazioni sensibili, soprattutto a causa dell’evoluzione dei metodi produttivi, del confezionamento, della conservazione della distribuzione. Ciò ha comportato indubbiamente dei pro e dei contro; l’aspetto tradizionale di alcuni alimenti ha subito un declino ma, d’altra parte, tanti altri, un tempo sconosciuti o riservati a pochi, fanno ora parte della nostra abitudine alimentare quotidiana. Lo sviluppo della ricerca tecnologica ha poi consentito di offrire ai consumatori maggiori informazioni su ciò che mangiano sia da un punto di vista strettamente nutrizionale sia sotto il profilo della tracciabilità che deve garantire l’origine e la qualità dei prodotti. La situazione nel suo complesso può quindi, a mio parere, essere considerata sotto un profilo decisamente migliorativo.

L’informazione, tuttavia, se eccessiva e non controllata, può portare paradossalmente, a causa della confusione che crea, ad una effettiva disinformazione. Le caratteristiche nutrizionali dei prodotti riportate sulle confezioni, il continuo attacco dei media, per vari motivi spesso contraddittorio, ora ai grassi, ora alle proteine, ora agli zuccheri finisce per determinare insicurezza nei consumatori che non hanno (e non lo si può certo pretendere) una preparazione adeguata in merito. L’eccessiva libertà che viene lasciata, per ragioni più che ovvie, all’informazione nutrizionale, televisiva e non, dando la falsa impressione che vi siano opinioni a confronto tutte di pari chiarezza e dignità, è il segnale di una condizione in cui esistono interessi contrapposti tali per cui nessuno se la sente più di essere il primo a prendere una posizione decisa che, in ogni caso, a qualcuno creerebbe difficoltà.A peggiorare la situazione ci si sono messi i social, che hanno dato voce a schiere dipersone che dell'ignoranza fanno un vanto.
Come disse Umberto Eco: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».
Io credo, invece, che sia possibile mettere freno a questa schizofrenia alimentare, senza necessariamente attaccare nessuno, proponendo un modello che consenta di confrontare con la massima libertà tutti gli alimenti, chiamandoli, senza falsi pudori, con il loro “nome e cognome” esattamente come vengono proposti al consumatore.


Gli alimenti e l’industria

“Senza falsi pudori”

I nutrizionisti italiani sembrano essersi dimenticati che c’è stato uno sviluppo industriale che ha radicalmente modificato il nostro modo di mangiare. Molti hanno intuito che è “interessante” cavalcare la tigre del “naturale” e del “bio”. Nessuno invece vuole prendere in considerazione il fatto che in Italia possediamo una industria alimentare che, a vari livelli, realizza prodotti di qualità e sicurezza decisamente superiori a quelli di tanti altri paesi e, spesso, anche rispetto a ciò che riteniamo essere “fresco”, perchè il vero fresco è veramente per pochi. Certo, a parole, tutti enfatizzano il ruolo delle industrie alimentari italiane ma, quando poi si deve entrare nello specifico della descrizione di una dieta, nessuno fa il nome di un singolo prodotto (…sai, non si può fare pubblicità…) per paura di essere accusato di essere “sponsorizzato” e quindi, ovviamente, il consumatore non può collegare i messaggi che riceve a quanto trova al supermercato. Questi sarebbero gesti comprensibili se non vivessimo in un mondo che ci sommerge di informazioni subliminali e di persuasione indiretta. Se non è possibile modificare la situazione per quanto riguarda gli altri media, credo invece che il web, nonostante tutte le sue contraddizioni, ci consenta di prendere anche una strada alternativa: il mio “sistema” permette di utilizzare e, quindi, di confrontare gli alimenti tra loro e di scegliere liberamente cosa utilizzare, basandosi anche sulle marche e le confezioni.